mercoledì 26 marzo 2008
... Riflessioni Notturne...
luce fioca da una bajour sulla scrivania, letto disfatto e tanta musica ad ossigenarmi il cervello... è questa l'atmosfera nella quale mi piace perdermi , disteso tra nuvole di parole e riflessioni, che come pecorelle percorrono la stanza e rendono questa notte più insonne delle altre... Alcuni dicevano che contar le pecore avrebbe aiutato a ritrovare il sonno e la tranquillità nelle notti insonni... ma sono troppe le greggi di pecoroni neri che belano attorno al letto, meglio aprire gli occhi e trovare tranquillià sul mio diario digitale, ben sapendo che nessuno si fermerà a leggere quanto scrivo...
Disteso a pancia in giù, osservando il mare di onde sinuose formato dalle lenzuola rosa... Rosa, come il mare d'estate quando il giorno volge al tramonto ed il sole vi si riflette, dando vita ad un caleidoscopio di colori delicati e morbidi: arancio, rosa, viola, lilla... Ascolto una canzone, una vecchia canzone rifatta da un altrettanto vecchio Joe Cocker, già chissà dove sarà finito?sono anni, anzi decenni che non lo vedo più andare in TV, sarà mica morto? "Don't let me be misunderstood", riarrangiata in modo molto particolare e rilassante, non ricorda proprio la versione casinara e molto disco dei Santa Esmeralda"... già, se chiudo gli occhi ripassano davanti film di feste ed immagini da "party Erasmus" al St.Andrews di Perugia... bei tempi quelli dell'università dove l'unico pensiero era alzarsi in tempo per fare l'esame ed organizzare partite di calcetto colossali, il 17 ad 1 a massiMini con tanto di rovesciata... beh , n'è passata di acqua sotto i ponti, tra le strade, tra la gente, ha lavato via molti ricordi ed ormai i volti e le persone che ci hanno accompagnato lungo la strada restano solo solchi, come i pori che il mare lascia sulle pietre...
" ... Io lo so che non sono solo anche quando sono solo..." in questo momento il mio amico lostraniero starà canticchiando questa canzone di Jovanotti davanti al suo PC con il Vanbasco... dice che deve allenarsi con il karaoke che non si sa mai, magari un giorno salta fuori l'occasione di brandire un microfono e dare spazio alle sue artistiche evasioni per scappare da un paese che non ha un nome, dove le case non hanno finestre e la gente ci guarda attraverso il muro dell'invidia... ed io? Sono o non sono solo quando sono solo? la verità è che a volte ci si sente cosi soli anche tra la gente e si ha la sensazione di vivere tra i vetri di una campana, attraverso la quale si osserva il film della vita che scorre, come un lavoro d'essay , un lungometraggio che la critica avrà masticato e digerito male, non compreso ma già pieno di brutte etichette e vizi di forma... la gente è cosi brava a giudicare, a sparare sentenze e farsi idee su tutto e tutti, su quanto avviene in TV, sulle tette rifatte delle vip o sugli scandali rosa, ma non si riesce mai a farsi un'idea di cosa si è, di ciò che si diventa e quanto si vede difronte allo specchio ogni mattina...
Quanto vedo somiglia sempre più ad un quadro di Picasso: tante forme messe insieme che sembrano non avere un senso agli occhi dei tanti, ma che se vengono viste da vicino hanno una loro logica, basta solo trovarla.... e capire perchè ogni singolo pezzo è stato messo così, sullo specchio, coperto dalla schiuma da barba e nascosto da tanti capelli arruffati... Riflessioni che lasciano il tempo che trovano, che sia sereno o nuvoloso di là, tanto nessuno aprirà l'ombrello per ripararsi da questa pioggia di illazioni che non smette di cadere su questo foglio virtuale, ma che si asciugherà presto... non resteranno che solchi, anche sulla luna del rosafante...
Buonan@tte...
Disteso a pancia in giù, osservando il mare di onde sinuose formato dalle lenzuola rosa... Rosa, come il mare d'estate quando il giorno volge al tramonto ed il sole vi si riflette, dando vita ad un caleidoscopio di colori delicati e morbidi: arancio, rosa, viola, lilla... Ascolto una canzone, una vecchia canzone rifatta da un altrettanto vecchio Joe Cocker, già chissà dove sarà finito?sono anni, anzi decenni che non lo vedo più andare in TV, sarà mica morto? "Don't let me be misunderstood", riarrangiata in modo molto particolare e rilassante, non ricorda proprio la versione casinara e molto disco dei Santa Esmeralda"... già, se chiudo gli occhi ripassano davanti film di feste ed immagini da "party Erasmus" al St.Andrews di Perugia... bei tempi quelli dell'università dove l'unico pensiero era alzarsi in tempo per fare l'esame ed organizzare partite di calcetto colossali, il 17 ad 1 a massiMini con tanto di rovesciata... beh , n'è passata di acqua sotto i ponti, tra le strade, tra la gente, ha lavato via molti ricordi ed ormai i volti e le persone che ci hanno accompagnato lungo la strada restano solo solchi, come i pori che il mare lascia sulle pietre...
" ... Io lo so che non sono solo anche quando sono solo..." in questo momento il mio amico lostraniero starà canticchiando questa canzone di Jovanotti davanti al suo PC con il Vanbasco... dice che deve allenarsi con il karaoke che non si sa mai, magari un giorno salta fuori l'occasione di brandire un microfono e dare spazio alle sue artistiche evasioni per scappare da un paese che non ha un nome, dove le case non hanno finestre e la gente ci guarda attraverso il muro dell'invidia... ed io? Sono o non sono solo quando sono solo? la verità è che a volte ci si sente cosi soli anche tra la gente e si ha la sensazione di vivere tra i vetri di una campana, attraverso la quale si osserva il film della vita che scorre, come un lavoro d'essay , un lungometraggio che la critica avrà masticato e digerito male, non compreso ma già pieno di brutte etichette e vizi di forma... la gente è cosi brava a giudicare, a sparare sentenze e farsi idee su tutto e tutti, su quanto avviene in TV, sulle tette rifatte delle vip o sugli scandali rosa, ma non si riesce mai a farsi un'idea di cosa si è, di ciò che si diventa e quanto si vede difronte allo specchio ogni mattina...
Quanto vedo somiglia sempre più ad un quadro di Picasso: tante forme messe insieme che sembrano non avere un senso agli occhi dei tanti, ma che se vengono viste da vicino hanno una loro logica, basta solo trovarla.... e capire perchè ogni singolo pezzo è stato messo così, sullo specchio, coperto dalla schiuma da barba e nascosto da tanti capelli arruffati... Riflessioni che lasciano il tempo che trovano, che sia sereno o nuvoloso di là, tanto nessuno aprirà l'ombrello per ripararsi da questa pioggia di illazioni che non smette di cadere su questo foglio virtuale, ma che si asciugherà presto... non resteranno che solchi, anche sulla luna del rosafante...
Buonan@tte...
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